27 Set 2017

 

I manager rivelano cosa non riescono proprio a tollerare negli ambienti di lavoro.

Cosa infastidisce maggiormente i manager negli ambienti di lavoro condivisi? Le condizioni delle postazioni di lavoro dei dipendenti sono spesso un tasto dolente, tanto da compromettere la qualità del lavoro e la produttività.

Robert Half ha intervistato un campione di senior manager, svelando non solo come la maggioranza ammetta di non tollerare una scrivania disordinata, ma anche come spesso anche una postazione eccessivamente scarna possa non essere ben vista.

Dando uno sguardo alle percentuali, per il 54% dei manager interpellati una postazione disorganizzata rappresenta un punto a sfavore, mentre per il 21% è intollerabile che i lavoratori decorino la scrivania con foto inappropriate.

 

Altrettanto inammissibile è circondarsi di oggetti, gadget e altri elementi giudicati eccessivi dal 15% dei manager. Infine, anche l’eccesso opposto infastidisce i responsabili, tanto che un buon 10% ha ammesso di contrariarsi vedendo una postazione fin troppo essenziale.

Secondo gli esperti di OfficeTeam, che ha collaborato alla ricerca:

«Mostrare un po’ di personalità sulla scrivania va bene, ma senza esagerare.»

Fonte (manager on line)

Le pillole di Paolo Cavazzoli.
Parte con oggi una nuova rubrica con i miei consigli per portare luce, colore, stile, in quegli appartamenti, uffici o qualsiasi altro ambiente un po’ troppo bui, o troppo anonimi: dalla scelta del colore ai complementi d’arredo, fatevi rapire dalle mie pillole.
Signori ecco a voi la carta da parati: La carta da parati non ha certo bisogno di presentazioni.
Dimenticata caduta nell’oblio è ora tornata prepotentemente in testa alla preferenze decorative di arredatori e designer, e non solo come tradizionale rivestimento murale.
Le sue fantasie, la sua consistenza e il suo indiscutibile fascino la rendono perfetta per personalizzare con creatività anche altre parti della casa, ce n’è davvero per tutti i gusti. La decorazione murale è uno degli elementi chiave per un arredo davvero ben riuscito.
Per arricchire il look delle stanze la carta da parati è la soluzione perfetta. Che dire di più? Una soluzione perfetta per qualsiasi tipo di esigenze e di gusto. Praticamente un sogno che si avvera.
Seguimi

Il continuo utilizzo di Pc può causare una serie di disturbi di origine posturale.

Un errato posizionamento del monitor causa dolori ed affaticamento.

Dotare il proprio schermo di un braccio portavideo, permette di adattare dinamicamente la postazione a persone di qualunque statura, rispettandone le esigenze.

Il posizionamento laterale del monitor provoca indolenzimenti del collo e squilibrio posturale, ed è tipico di chi riceve persone, e non vuole l’intralcio del video. Se il tempo dedicato alle persone è minore o uguale a quello impiegato nella digitazione, è consigliabile dotarsi di un braccio portavideo per spostare facilmente e rapidamente il monitor di fronte a sé quando si digita, e lateralmente per il tempo in cui si ricevono persone. Il braccio facilita la condivisione del video con i nostri ospiti, per esempio per presentare un documento, foto o filmati.

Regolare l’altezza del video evita il sovraccarico cervicale.

Grazie al braccio portavideo possiamo variare la profondità del monitor tutte le volte che vogliamo, in modo facile e veloce, così non ci si incurva in avanti e ci si appoggia meglio allo schienale della sedia.

Regolare l’inclinazione del video serve ad evitare fastidiosi riflessi ed avere una visione migliore, soprattutto se si portano lenti, ed in particolare le bifocali.

Evitare le torsioni

E’ raccomandabile tenere monitor, documenti e tastiera allineati alle spalle per evitare posture dannose. Il braccio portavideo concorre a mantenere l’allineamento.

Vantaggi:

Regolazione in altezza = meno stress alla cervicale ed alla schiena

Regolazione in profondità = minor affaticamento della vista

regolazione laterale = allineamento, no torsioni

uso semplice ed intuitivo

scrivania più spaziosa, ordinata e pulita

allineamento monitor/documento/tastiera/spalle

Il nemico numero uno del benessere è uno stile di vita sedentario: muoversi, soprattutto nell’ambiente ufficio dove trascorriamo 8 ore al giorno, contribuisce a migliorare la qualità della vita e il rendimento.

Come conferma questo articolo tratto dalla rivista “Starbene” l’alternanza tra la postura seduta e quella in piedi è la migliore soluzione per il nostro benessere.

L’arredamento per ufficio si adegua, proponendo soluzioni che assecondano al meglio questa necessità per il benessere dei lavoratori.

Passiamo l’equivalente di 17 anni della nostra vita seduti su una sedia, e altri 11 in poltrona davanti alla tv. Un italiano su tre non fa lavori “attivi” o sport di alcun tipo. Il risultato? Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, dallo scarso movimento dipendono il 30% delle malattie cardiache, il 27% delle diagnosi di diabete, oltre il 20% dei tumori al seno o al colon.

La soluzione, grazie alle ultime scoperte, è più semplice del previsto: basta stare in piedi più spesso che puoi! Uno studio dell’Università di Chester (GB) ha calcolato che se lavori per 3 ore in posizione eretta consumi fino a 144 calorie. Ma, soprattutto, fai bene al tuo organismo (e vivi di più, secondo altri studi). Ecco come mettere in pratica, subito, le indicazioni dei ricercatori.

 

Non superare le 8 ore “di sedia”

Come capire se sei sedentaria al punto da mettere a rischio, se non inverti la rotta, la tua salute? «Non esiste una soglia precisa, ma potremmo fissarla a 8-10 ore di sedia (o divano) ogni giorno», spiega Filippo Camerota, fisiatra e dirigente medico del Policlinico Universitario Umberto I di Roma.

«Non è difficile raggiungerla, basta pensare a tutto quello che facciamo in posizione seduta: lavorare al computer, leggere o studiare, pranzare o cenare, guidare l’auto, spostarsi in treno o in aereo…».

Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, se riuscissimo a ridurre a 3 ore il tempo di sedentarietà in una giornata, la nostra vita potrebbe allungarsi di 2 anni. Ma è molto difficile, visti gli stili di vita che ci impone la società di oggi. A meno che non ci arriviamo a piccoli passi, iniziando ad alzarci più spesso.

 

Allenati a tirarti su

«Per abituarsi a stare più in piedi che seduti occorre imparare a sfruttare le tante occasioni per farlo che ti si presentano nel corso della giornata», suggerisce Camerota. «Al lavoro, evita di telefonare al collega nell’altra stanza, ma alzati e vai a parlargli di persona. Usa apposta la stampante più lontana dalla tua postazione: a fine mese avrai fatto chilometri!

Cerca, poi, di alzarti dalla scrivania almeno ogni mezz’ora, anche solo per 2-3 minuti. Se usi l’auto, parcheggia un po’ più lontano dalla tua destinazione; in autobus, scendi una fermata prima di quanto ti sarebbe più comodo». Sembrano piccole cose, ma sono in realtà accorgimenti molto importanti, in certi casi “salvavita”:

«Per stare bene l’organismo ha bisogno di mantenersi in continua attività: le articolazioni vanno tenute in esercizio, tutti i giorni, anche nei modi più banali. I muscoli, se non utilizzati costantemente, perdono tono. Le capacità propiocettive, che ti permettono di reagire agli stimoli esterni e di mantenere l’equilibrio, si indeboliscono e non si possono più recuperare completamente», spiega il fisiatra.

 

Impara a scaricare il peso del corpo

Se abituarsi a passare più tempo in piedi è importante, non bisogna però esagerare, perché rischi di affaticare troppo la schiena. «Se sei costretta a stare a lungo ferma in stazione eretta, magari in coda, cerca un qualunque rialzo o gradino dove appoggiare un piede, in modo da non sovraccaricare la colonna. E sposta spesso il peso da una gamba all’altra», suggerisce il nostro esperto.

«In cucina, appoggia il bacino al lavello quando lavi i piatti o al piano di lavoro quando prepari la cena; mentre ti lavi i denti o rifai i letto, cerca sempre di piegare le gambe, in modo da non incurvare troppo la schiena verso il basso. Questi piccoli movimenti sono una forma di riposo attivo, perché cambiare posizione è indispensabile per la salute».

Aggiungi una passeggiata quotidiana

Quando ti sarai abituata a stare più tempo in piedi, ti verrà più voglia di muoverti, in primis di camminare. «Ottimo! Fa bene al cuore, tiene sotto controllo la glicemia, ti aiuta a bruciare calorie. Ma devi allenarti con criterio: comincia con 15-20 minuti al giorno, a passo medio, per poi arrivare gradualmente ai tre quarti d’ora a passo svelto», conclude l’esperto.

 

Lo sport, da solo, non basta

L’esercizio fisico non è sufficiente per fronteggiare i danni della sedentarietà, a prescindere da quanto spesso tu vada in palestra o pratichi una qualunque disciplina. Lo dimostrano diverse ricerche scientifiche: secondo uno studio della svedese Karolinska Institute, per ogni ora in più trascorsa sul divano aumentano del 26% le possibilità di sviluppare il diabete, e questo a prescindere dallo sport praticato.

«C’è inoltre il rischio che chi si muove poco tenda a esagerare quelle poche volte che fa sport, sfiancandosi in workout estremi senza avere il giusto allenamento e senza il necessario riscaldamento», dice il dottor Camerota. «In questi casi, non solo l’attività fisica non apporta alcun vantaggio, ma risulta addirittura controproducente».

Tieni conto, poi, che non tutti i tipi di movimento sono ok in caso di malattie già in atto: per un cardiopatico, per esempio, salire le scale può non essere consigliabile; meglio le passeggiate. Chi ha problemi articolari deve evitare le scale e le lunghe camminate, ma preferire sport in assenza di carico articolare come le discipline in acqua. Per gli ipertesi sono ok attività a bassa intensità, che mantengano il cuore sotto le 120 pulsazioni al minuto.

(Fonte : Starbene)

 

 

 

 

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Seduti su una HÅG Capisco sperimenterete grande libertà di movimento, la possibilità di

cambiare posizione e un modo naturale di sedersi. HÅG Capisco ti permette di stare seduto

a lungo senza stancarti, grazie alla leggera oscillazione controllata che partendo da un punto

di equilibrio segue i movimenti del tuo corpo. E’ il corpo che controlla la sedia, decidendo

quando spostarsi o quando rimanere fermo in una posizione.
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La seduta a sella permette di scaricare a terra buona parte del peso e di preservare l’assetto

fisiologico della colonna vertebrale. La forma dello schienale poi offre grande libertà alle spalle

ed alle braccia e garantisce allo stesso tempo il corretto sostegno alla schiena.

 

PERCHE’ SCEGLIERE CAPISCO

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Capisco è disponibile nella versione completamente in plastica colorata, con cuscino imbottito

o completamente imbottita, mantenendo ogni funzionalità e caratteristica ergonomica.

E’ una sedia perfetta per un ufficio dinamico, per un home office oppure per la camera dei ragazzi.

E’ molto facile da regolare (l’altezza e la profondità del sedile e l’altezza dello schienale sono regolabili)

per adattarla al proprio corpo ed avere il giusto sostegno proprio dove serve.

Lo schienale ed il sedile oscillano dolcemente ad ogni movimento del tuo corpo

(anche la tensione dell’oscillazione è regolabile ed il meccanismo può essere bloccato), per mantenere

sempre la dinamicità della colonna vertebrale e dei muscoli. La forma particolare del sedile a sella,

permette di tenere una postura naturale, con angolo aperto tra il busto e le gambe, che facilita la respirazione

e quindi migliora la circolazione del sangue. Il risultato è un livello di concentrazione prolungato,

ed una maggiore capacità di attenzione.

 

VEDI SOLUZIONI ERGONOMICHE

 

 

28 Apr 2016

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Nella scelta dell’arredamento per l’ufficio, il dirigente può optare per diversi colori: ognuno di questi ha differenti effetti psicologici.

Uno degli obiettivi del dirigente perfetto è quello di creare uno spazio di lavoro in cui i dipendenti siano felici di arrivare ogni mattina. Gli esperti di psicologia forniscono a tal proposito una serie di consigli sui colori che è possibile utilizzare per le pareti: a quanto pare, ogni diverso colore ha dei differenti effetti psicologici in tutto il team, che vanno dalla calma alla creatività, per finire all’entusiasmo.

Vediamo dunque come i colori e le sfumature possono aiutare a trasformare l’ufficio aziendale e a stabilire l’ambiente desiderato. Rosso e arancione in ufficio, anche in piccole quantità, sono in grado di creare un ambiente energico. Vanno usati con parsimonia, altrimenti colori così forti possono evocare aggressività o stress.

Le aziende che utilizzano il giallo e i colori genericamente luminosi desiderano creare un senso di felicità a quei dipendenti inclini a noia o infelicità. Psicologicamente, il colore giallo aumenta l’autostima perché viene spesso associato con l’allegria. Anche in questo caso, va usato con parsimonia, poiché un uso eccessivo può creare invece agitazione.

Blu e verde sono colori comunemente presenti in natura e possono avere un effetto calmante anche in un ufficio. Vanno usati soprattutto per combattere lo stress. Benissimo in tal senso anche le piante.

Se il vostro ufficio ha poche finestre o soffitti bassi, prendete in considerazione i colori pastello per le pareti, come pesca o lilla: illumineranno l’ufficio e possono essere anche questi utili in ambienti di lavoro stressanti che richiedono un’atmosfera rilassante.

(Fonte Manager online)

14 Gen 2016

Più mobilità, flessibilità e comunicazione: il mondo del lavoro sta cambiando, e questa evoluzione è ormai sempre più evidente.

Il cosiddetto “bench working” ovvero il lavoro svolto insieme in un grande tavolo comune, rispecchia questa nuova realtà. Che si tratti di lavoro temporaneo (hot desking), utilizzo polifunzionale da parte di team di progetto (smart working) oppure di postazioni fisse per il lavoro in team, con

 GET TOGETHER  si può disporre di una soluzione bench multifunzionale in grado di soddisfare tutte le esigenze del lavoro moderno.

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Facile per pianificare e organizzare gli spazi di lavoro, rapidità e semplicità di montaggio e smontaggio.

Pratico e personale grazie all’allestimento delle postazioni con accessori che soddisfano tutte le esigenze:

lavorare in tranquillità oppure insieme ai colleghi, per favorire gli scambi o garantire la privacy necessaria.

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17 Dic 2015

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Smart working: ecco alcuni modi per iniziare a lavorare smart, ovvero in maniera intelligente e aumentare così successo e produttività.

Una delle cose a cui ogni manager di successo dovrebbe puntare è quella di lavorare meglio, non lavorare di più. In definitiva si dovrebbe saper gestire il tempo al meglio ottimizzando il sonno, l’esercizio, i momento di svago e il lavoro in modo tale che il tempo trascorso in ufficio sia così produttivo come dovrebbe essere. Ecco dunque alcuni modi per iniziare a lavorare smart.

Prendete più pause rispettando i vostri tempi di attenzione naturali. In media, il cervello umano è in grado di concentrarsi per 90 minuti e ha bisogno succesivamente di 20 minuti di riposo. Prendete dunque più pause durante la giornata, cosa che può aiutare a rinfrescare la mente e a reimpostare la capacità di attenzione.

Uno dei modi più efficaci per aumentare le funzioni del cervello è quello di fare dei sonnellini, ovvero dei riposini che effettivamente aiutano il nostro cervello a solidificare i ricordi, e dunque hanno benefici nel processo di apprendimento.

Terzo consiglio: trascorrete del tempo nella natura, cosa che può aiutarci a ripristinare la capacità di attenzione e a rilassare la nostra mente. Solitamente infatti quando si fa una passeggiata all’aria aperta – come in un parco – ci si rilassa, mentre l’attenzione necessaria per girovagare in strade trafficate è troppa e non permette al cervello di rilassarsi.

Infine, iniziate la mattinata controllando la posta elettronica: non è un controsenso, anche se tutti dicono di non farlo, ma farlo come prima cosa è utile e aiuta a essere più produttivi durante la giornata, a patto poi di non ricontrollare l’email fino a sera.

(fonte manager online)

10 Ott 2015

PAUSA PRANZO

La pausa pranzo serve per riprendere l’energia giusta per continuare il lavoro al meglio, ecco le regole d’oro della pausa pranzo.

Tra tutti i cambiamenti che avvengono di anno in anno nel mondo del lavoro, alcune cose non cambiano mai, ad esempio la pausa pranzo.

Anche se i problemi legati ad essa sono cambiati insieme alle abitudine del mondo moderno, il tipo di cibo che si mangia, il modo in cui si passa e con chi si passa.

La pausa pranzo da sempre è il momento in cui si stacca la spina dal lavoro e ci si dedica a riprendere le energie mangiando.

Ma non è poi così semplice come a dirsi, i tempi frenetici che si vivono al lavoro, alcune volte non danno la possibilità di godersi al meglio la pausa pranzo, si rischi di ritrovarsi a mangiare davanti al computer lavorando o ancor peggio non mangiando.

Il fisico ha la necessità di fare delle pause durante il lavoro, per ritrovare concentrazione ed energia, lavorare anche nelle pause a lungo andare provoca problemi sia a livello fisico che mentale, ma non solo, inoltre si rischia di lavorare male e fare errori.

Per questo è importante non sottovalutare questo momento, bisogna saper scegliere al meglio cosa mangiare, cosa fare e con chi stare.

Inutile dire che la regola principale è staccare la spina dal lavoro, alzarsi dalla propria postazione lontano dal proprio computer è la scelta migliore che si possa fare.

Ma se non si sta in ufficio dove si va? è importante capire che la pausa pranzo serve per rilassarsi, per questo è essenziale passare la pausa pranzo in un luogo e con delle persone che facciano stare bene.

Di certo la compagnia non è obbligatoria, se si preferisce si può passare la pausa pranzo in completa tranquillità, ad esempio leggendo un buon libro o ascoltando della musica.

Ma di certo non bisogna dimenticare anche quanto sia importante scegliere il cibo giusto da mangiare, alimenti pesanti rischiano di far venire prima del termine dal lavoro sonno e stanchezza, abbassando così anche la produttività.

Frutta fresca, verdure e alimenti più leggeri servono per dare energie al corpo senza affaticarlo.

La pausa pranzo è quindi un momento essenziale per recuperare energie ed essere sempre produttivi, lavorare bene e senza stanchezza aiuta anche ad evitare lo stress da lavoro.

(fonte: manager online)

Lavorare bene dipende dall'ufficio

Secondo l’ufficio si lavora meglio o peggio, ecco cosa rende un lavoro impossibile.

Amare il proprio lavoro non è sempre facile, molto spesso anche quando si inizia una carriera lavorativa adatta alle proprie capacità e conoscenze, si vive la giornata di lavoro male.

La colpa non è sempre del carico di lavoro, anzi molto spesso, lo stipendio, l’ufficio, il tempo e lo spazio sono ciò che rendono il lavoro impossibile.

lo stress e la stanchezza colpiscono la maggior parte dei lavoratori, ciò avviene perché negli anni sopratutto con la crisi, i contro del lavoro sono cresciuti notevolmente.

Per assenza o bassa disponibilità di soldi, le aziende prestano sempre molta meno attenzione allo stato degli uffici, inoltre anche i stipendi italiani sono sempre più bassi.

Per questo molto spesso lavorare bene diventa difficile, la concentrazione sul lavoro, dipenda anche dallo stato del benessere del lavoratore. Lavorare in un ufficio arredato, pulito ed in ordine sarà meglio che lavorare in ufficio trasandato, vecchio e piccolo. Purtroppo però per l’aziende alcune accortezze non sono così essenziali. Il problema è che un lavoratore insoddisfatto lavora male, quindi di conseguenza anche la produttività si abbassa danneggiando così anche l’azienda.

Un buon ambiente di lavoro è infatti la prima regola per lavorare al meglio. Inoltre quando si lavora bene e senza stress si evitano anche molti litigi e scontri tra colleghi, questo perché ognuno è più sereno di fare il proprio lavoro, non sentendo così l’esigenza di sfogarsi.

Per questo quando si parla di benessere del lavoratore, non bisogna pensare solo allo stipendio ed al carico di lavoro, ma anche all’ufficio.

 

Per questo sarebbe essenziale creare degli uffici con degli spazi adeguati, con una buona luce e con tutti i comfort necessari per lavorare. Eliminando allo stesso tempo distrazioni inutili.

Infine bisogna dire che il benessere sul lavoro è fatto da diversi elementi, nonché stipendio, mole di lavoro, pause, orari flessibili, colleghi, capi e l’ufficio. Rendere positivi tutti questi elementi è molto difficile, ma molto spesso servirebbe poco per migliorare alcuni aspetti fondamentali per lavorare al meglio.

fonte (manager online)