Oggi gli spazi di coworking costituiscono per freelance, viaggiatori e dipendenti in trasferta un’alternativa interessante all’home office, alla scrivania in salotto o alla camera d’albergo.

Il gestore mette a disposizione una connessione internet veloce, una sedia, una scrivania, eventuali colleghi e il caffè, perciò il coworker deve solo portarsi la propria documentazione, il laptop e lo smartphone che può usare all’interno di un’apposita “cabina telefonica”.

Molto lascia presumere che gli spazi di coworking non saranno un’alternativa temporanea ai classici uffici. Una della ragioni di questo sviluppo risiede nel cambiamento di tipo sociale e lavorativo. Lavoro atipico, outsourcing e gruppi di lavoro a progetto sono in aumento e condannano gli individui alla flessibilità.

Vantaggio sociale offerto dal coworking è la possibilità di lavorare e confrontarsi con gli altri, sostegno reciproco, acquisizione di incarichi o progetti da svolgere con l’aiuto di altri coworker.

Gli ambienti di lavoro condivisi sono apprezzati anche dalle grandi imprese, soprattutto perché gli spazi di coworking possono fungere da incubatori per nuove idee, data la composizione variabile degli utenti.

Quanto sia cambiato il lavoro d’ufficio e la sua concezione lo dimostra il fatto che esistono offerte di spazi condivisi per i più svariati gruppi di utenti, ormai in molte delle città più importanti, addirittura alcuni anche con asili annessi in modo da permettere alle madri di lavorare.

I singoli spazi di coworking sono molto variegati ed estremamente diversi tra loro, colpisce il fatto che le location siano spesso molto attraenti sotto il profilo architettonico, mentre spesso lasciano a desiderare gli arredi ed alcuni accorgimenti per il “confort” lavorativo.

21 Mag 2015

produttività

Alcune soluzioni semplici e provate per aumentare la produttività in ufficio, dalla pausa caffè alla teoria dei colori.

#Stress, mancanza di motivazione e molti altri fattori possono limitare l’efficienza sul #lavoro rendendo meno produttivi, con non poche conseguenze negative per il business.

Le strategie per correre ai ripari non mancano, a partire da alcuni metodi pratici e oggetto di numerosi studi che promettono di aumentare la #produttività senza richiedere investimenti o costose innovazioni.

Più #luce naturale: potrà sembrare banale, ma lavorare in un ambiente illuminato in modo non artificiale aiuta a mantenere concentrazione e attenzione, favorendo un buon riposo notturno e, di conseguenza, una maggiore efficienza diurna.

#Colori: le pareti degli ambienti di lavoro non devono essere completamente bianche, o peggio grigie. Al contrario, l’utilizzo di tonalità che spaziano dal rosso, al verde e al blu rappresentano una risorsa per migliorare produttività e creatività. Il giallo, invece, può causare ansia e frustrazione.

#Caffè più relax: la pausa caffè potrebbe essere realmente ristorativa se seguita da venti minuti di riposo, necessari per fare in modo che la caffeina inizi a manifestare i suoi benefici.

Cambiare #postazione: secondo una ricerca condotta dall’ “Institute of Sloan School of Management Technology” nel Massachusetts, cambiando le postazioni dei dipendenti e “mescolando” tra loro temperamenti differenti può effettivamente incentivare il processo creativo.

#Pause collettive: staccare temporaneamente la spina e prendersi una pausa in orario lavorativo è certamente utile, tuttavia i benefici ottenuti sono nettamente superiori se ci si concede un momento di relax stando in gruppo.

(fonte: manager online)

04 Mag 2015

Lavoro in ufficio e distrazioni pericolose

Le peggiori cause di deconcentrazione sul lavoro svelate da un’indagine.

Non sono solo le chiacchiere con i colleghi o #pause caffè troppo lunghe a far #perdere tempo prezioso in #ufficio, causando un calo delle prestazioni e una qualità del lavoro che diventa progressivamente scadente.

 

Una recente infografica realizzata da Yast negli USA, ad esempio, svela come spesso i motivi che si celano dietro gli “sprechi di tempo” sul lavoro debbano essere cercati tra le attività strettamente legate alle #mansioni professionali: il 47% degli intervistati, infatti, punta il dito contro riunioni e meeting organizzati pressoché quotidianamente, anche quando non sono giustificati da ragioni effettivamente valide.

Se per il 23,4% è la #socializzazione con i colleghi a provocare distrazione, il 69% ammette di impiegare buona parte del tempo in ufficio per #cercare un nuovo lavoro.

Dando un’occhiata ai dati relativi all’utilizzo della Rete e dei #social network in orario di lavoro, al primo posto tra le distrazioni compare Facebook, seguito da LinkedIn, Yahoo, Google, Twitter e Pinterest.

 

Il social in blu, ad esempio, viene abitualmente “visitato” dal 77% dei lavoratori in orario d’ufficio, sottraendo anche fino a due ore di lavoro ogni giorno.

(fonte: manager online)